Blog – Pagina 19 – Investire con successo

Per molte, troppe persone investire significa niente di più che comprare qualcosa sulla base di un consiglio da parte di persone ritenute esperte, di una pubblicità o perché si è sentito il nome di quella particolare azienda, tenere lo strumento finanziario acquistato (magari per anni ed anni) e sperare che con il tempo il suo valore salga. Oppure, ancora peggio, significa assumersi un rischio troppo elevato nella speranza di guadagni ingenti, facili e veloci, caratteristiche queste che dovrebbero non attrarre, come invece purtroppo accade, ma far scappare a gambe levate.

Qualche volta, quando mi chiedono che lavoro faccio mi diverto a rispondere “vendo speranza sui mercati finanziari” per poi, subito dopo, vedere l’espressione del mio interlocutore farsi un po’ smarrita.

Già, proprio così, la speranza, una delle emozioni più diffuse in borsa, può essere venduta e monetizzata da parte di chi, invece di comprare o vendere direttamente azioni, indici, valute, materie prime, sceglie di lavorare sui rispettivi derivati di questi strumenti finanziari. La differenza di operatività è enorme in quanto così facendo non c’è bisogno di sostanziali cambiamenti di prezzo per poter maturare profitti e ci si mette sempre dalla parte delle probabilità.

Si sa, l’uomo tende ad essere una creatura ingorda e mai pienamente contenta e questa natura può venire fuori anche quando si opera in borsa.

È proprio quello che mi è capitato all’inizio della mia carriera da investitore, quando, naturalmente senza aver ancora sviluppato un metodo degno di tale nome, facevo quello che fanno in molti: compravo e vendevo direttamente azioni, titoli o indici, tenevo le posizioni per un po’ di tempo per poi, sempre senza particolari criteri, chiudere l’operazione e portare a casa o una perdita o un profitto.

Qualche tempo fa mi è capitato di seguire una di quelle trasmissioni tipiche dei canali finanziari, con l’esperto di turno in studio e gli ascoltatori che possono intervenire ponendo questioni, chiedendo consigli o, con maggiore frequenza, conforto.

Una delle prime domande formulate è stata:

“Ho acquistato il titolo XYZ a 20 euro, ora ne vale 4; che cosa devo fare?”

Osserva con attenzione l’immagine allegata a questo articolo (presa dalla piattaforma Interactive Brokers): come puoi vedere al momento dello screenshot il titolo EEM (un ETF legato alle borse dei Paesi emergenti) stava perdendo il 2,01%.

Sin qui nulla di strano, si sa che i titoli spesso hanno un andamento ondivago, un po’ salgono, un po’ scendono ed un po’ si muovono in laterale.

Esattamente dieci anni iniziava negli USA la crisi innescata dall’insolvibilità di una elevata percentuale di mutui subprime, una congiuntura economica poi velocemente propagatasi in molti altri Paesi

Da allora il mercato azionario statunitense ha fatto registrare un +70%, quello italiano un -54%.

Una differenza di comportamento notevole che dovrebbe far riflettere quanti, in tema di investimenti, cercano opportunità solo fra i titoli presenti a Piazza Affari.

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